Lavorare in solitudine: i rischi e le misure di prevenzione

Molti lavoratori svolgono quotidianamente le proprie mansioni da soli. Gli incidenti purtroppo non mancano. Ecco perché diventa fondamentale valutare i rischi e predisporre le giuste misure di prevenzione.

L'evoluzione dell'organizzazione del lavoro e l'introduzione di nuove tecnologie hanno determinato nel corso degli anni un numero sempre crescente di lavoratori che svolgono la propria attività da soli. Benzinai, agricoltori, trasportatori, farmacisti, medici, guardie giurate, portieri d'albergo, operai edili, autisti, addetti alle pulizie sono solo alcune delle categorie interessate. Il lavoro in solitudine, ovvero quelle professioni in cui ci si trova ad operare da soli, senza sorveglianza, senza una interrelazione diretta o la presenza ravvicinata di altre persone, è più comune di quanto si pensi. I soggetti che svolgono un'attività isolata necessitano di particolari tutele soprattutto se al lavoro solitario si associano altre condizioni, come ad esempio l'orario notturno, un luogo di difficile accesso, fattori ambientali avversi, difficoltà di comunicazione, di movimento o altre limitazioni, che rendono ancora più delicato un quadro di partenza già complicato.

L'attività di un lavoratore isolato non deve essere necessariamente permanente. Può accadere che un dipendente riceva un compito occasionale da svolgere autonomamente e in un luogo isolato per un periodo più o meno breve. Oppure l'incarico può trasformarsi in lavoro isolato per effetto di cause esterne quali, per esempio, il protrarsi oltre il normale orario di lavoro, come spesso accade nei grandi palazzi direzionali nei giorni prefestivi e festivi o durante le ore serali

I casi di incidenti in situazioni di occupazioni isolate non mancano. Le cronache, purtroppo, riportano diversi eventi infausti del genere: un contadino trovato morto sotto il trattore dalla propria figlia nel comune di Cembra nell'ottobre 2016; un operaio di 39 anni senza vita all'interno del capannone della fabbrica presso cui lavorava a Vicenza Bassano nel giugno 2016 e molti altri.

Chi opera da solo può contare solo su se stesso, presupposto che oltre ad essere un rischio per la sicurezza può trasformarsi anche in fattore di stress e disagio. Diventa, dunque, fondamentale valutare accuratamente i rischi che i lavori in solitudine comportano, predisponendo le adeguate misure di prevenzione e protezione.


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