Conoscere l’anidride carbonica per non morire di asfissia

Sono ancora tante le morti sul lavoro a seguito di esposizione a sostanze gassose. Come evitarle? Quali sono le proprietà della CO2? E gli accorgimenti necessari per evitare morti a causa di asfissia?

Le morti sul lavoro a seguito di esposizione a sostanze gassose sono sempre tante nonostante alcune norme comportamentali dovrebbero ormai essere note a tutti.

Proprio qualche mese, in provincia di Cuneo, sono morti due lavoratori asfissiati dall’anidride carbonica all’interno di una cisterna. I due, il direttore della cantina e il responsabile della sicurezza, dovevano eseguire la bonifica delle vasche dove viene conservato il vino durante la fermentazione. Purtroppo si è compiuto un errore fatale: si è infatti entrati nelle vasche che, da poco svuotate, trattengono l’anidride carbonica. Sarebbe stato opportuno invece usare, in una fase precedente, l’azoto per eliminare la CO2 in eccesso.

Di anidride carbonica, comunque, se ne parla molto spesso. Sono tanti i dibattiti sull’effetto serra e non solo. La CO2 è un gas molto importante per il nostro pianeta e per l’ecosistema. Le piante, attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana, assorbono il gas dell’atmosfera per liberare l’ossigeno che verrà utilizzato da animali, funghi, batteri e piante verdi per ricavare energia. Il materiale di scarto di questo processo sarà l’anidride carbonica che poi verrà nuovamente riassorbita dalle piante. Questo ciclo permette di mantenere la vita sul pianeta.


Per chi lavora in ambienti con esposizioni a sostanze gassose, è molto utile conoscere le proprietà dell’anidride carbonica:

  • non è infiammabile e, a determinate condizioni atmosferiche, è chimicamente stabile e inerte ed ha la capacità di ritardare o sopprimere le reazioni di combustione;

  • in condizioni atmosferiche è circa 1,5 volte più pesante dell’aria; tende perciò a stratificare verso il basso, con la possibilità di accumularsi in fosse o avvallamenti del terreno;

  • in base alla pressione e alla temperatura può presentarsi allo stato solido, liquido e gassoso, o contemporaneamente in tutte e tre le fasi.


L’anidride carbonica è inodore e incolore, il principale rischio connesso con la presenza del gas è l’asfissia. Se la concentrazione di anidride carbonica nell’aria aumenta, la capacità polmonare viene compromessa perché diminuisce la presenza di ossigeno nel sangue. I cambiamenti nella composizione dell’aria possono avere, quindi, delle conseguenze pericolose per la vita. Gli effetti, dannosi e tossici, dipendono dalla concentrazione di CO2 presente. L'esposizione media di un operatore sano durante un turno di lavoro di otto ore (TWA) non deve superare lo 0,5% (5.000 ppm). I limiti di esposizione a breve termine (STEL) sono più alti, ma non esiste un livello internazionale concordato, il valore limite comune è 1,5% (15000 ppm).

Il rischio di asfissia è potenzialmente presente in ogni spazio confinato e la presenza di avvallamenti è particolarmente insidiosa per il maggior peso della CO2 rispetto all'aria.

Per evitare incidenti sul lavoro è necessario prevedere la presenza di rilevatori CO2 nell’area di produzione ed una ventilazione dell’ambiente. Sarebbe anche opportuno che i sistemi di rilevazione CO2 siano collegati ad avvisatori acustico-luminosi e, se richiesto, ci sia la possibilità di bloccare l’impianto ed attivare una ventilazione forzata.

Inoltre bisogna sempre indossare i dispositivi di protezione individuale (PPE) perché in fase solida e liquida la CO2 presenta rischi da ustione.

In presenza di anidride carbonica allo stato liquido bisogna, infine, drenare il liquido pur mantenendo la pressione stabile per evitare le formazione di ghiaccio secco, lasciare che la tubazione e le valvole si raffreddino lentamente e ricordare sempre che lo stress termico può causare perdite improvvise.

Per i lavoratori a rischio la ventilazione, il rilevatore di ossigeno e di CO2, l’autorespiratore in caso di ambiente saturo di CO2 e le norme specifiche per l’attività in spazi confinati (Decreto Legge 81/08) sono tutti accorgimenti necessari da tenere sempre in considerazione.


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