Sicurezza sul lavoro, quanto è importante coinvolgere i lavoratori?

Sono diversi gli studi che dimostrano l’importanza di un maggiore coinvolgimento dei lavoratori per i temi riguardanti la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. In questo ambito svolgono un ruolo chiave i “nuovi” assunti che dimostrano un’attenzione diversa e maggiore rispetto a chi, invece, ha una visione “viziata” dal lavoro.

In base all’art.20 dlgs 81 del 2008 i lavoratori sono tenuti a rispettare una serie di obblighi finalizzati a garantire la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro ed evitare eventi dannosi, osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro e i dispositivi di protezione messi loro a disposizione. Sono tenuti anche a segnalare il loro mancato funzionamento, le eventuali condizioni di pericolo, a non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non siano di loro competenza, a partecipare a programmi di formazione e addestramento e a sottoporsi a controlli sanitari previsti dal decreto.

Secondo diversi studi coinvolgere in maniera più efficace i lavoratori in genere, e alcuni nello specifico, in merito ai problemi di sicurezza e salute permette un miglioramento generale della SSL grazie anche ad un dialogo attivo tra la base e i vertici dell’azienda, qualunque essa sia.

L’indagine curata da EU-Osha, Young people and safety and health at work, fa riferimento proprio a questo aspetto e alla particolare permeabilità che hanno i giovani lavoratori, rispetto a quelli più rodati, in merito ai temi che riguardano la salute e la sicurezza. In tal senso sono anche diversi gli esempi di buone pratiche da parte di aziende europee. Tra queste troviamo - ad esempio - la nomina di un coordinatore, con una serie di competenze circoscritte proprio ai lavoratori più giovani e con meno esperienza, che può contribuire alla supervisione degli specializzandi valutando le competenze professionali e le varie opinioni riguardanti la SSL. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dovrebbero anche dare vita ad un programma di formazione ad hoc per i giovani lavoratori, incoraggiandoli anche a seguire le procedure di sicurezza e a sollevare eventuali dubbi.

L’obiettivo resta sempre l’ampia partecipazione dei dipendenti e una comunicazione più aperta possibile con i vertici dell’azienda. Rientra in questo disegno anche la Strategia Sobane – Gestione dei rischi professionali, formulata nel 2005 dal prof. J. Malchaire dell’Università Cattolica di Louvain. I punti cardine a cui fa riferimento l'acronimo sono Screening – OBservation – ANalysis – Expertise. In ognuna delle fasi è richiesta sempre la partecipazione attiva dei lavoratori ad un tavolo di discussione.

Secondo lo studio Workplace health and safety standards del 2011 sono quattro i passaggi da considerare quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro: plan, do, check e act, learn. Come primo passo è necessaria la pianificazione per stabilire la politica da perseguire e gli obiettivi da conseguire per migliorare l’attuale situazione. Si prosegue con la scelta di un personale competente che permette una cooperazione tra i lavoratori ed una comunicazione continua. Questi standard dovranno essere poi controllati attraverso un monitoraggio e un’indagine analitica successiva ad eventuali episodi lesivi della sicurezza dei lavoratori. Infine serve analizzare le prassi errate ed agire sulle lezioni apprese, migliorando i comportamenti rivelatisi non idonei a garantire una totale sicurezza sul posto di lavoro.

Uno studio analogo, Risk assessment with OiRA in 4 steps, è stato proposto nel 2017 con l’obiettivo di aiutare le parti sociali settoriali, le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, e le autorità nazionali, ministeri, ispettorati del lavoro, istituti per la salute e la sicurezza sul lavoro, a produrre strumenti di valutazione dei rischi destinati alle organizzazioni. I quattro punti individuati in questo studio sono: preparation che prevede un coinvolgimento dei lavoratori nel processo di selezione dei preposti alla gestione dei rischi; identification and evaluation per individuare e valutare i rischi dell’attività lavorativa; set up an action plan, ovvero misure volte a minimizzare la percentuale di rischio; report per dar vita ad un rapporto contenente gli esiti della valutazione dei rischi.

Coinvolgere in questo tipo di attività i lavoratori più “giovani” comporta non solo un miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ma anche la possibilità di evitare le sanzioni, penali e amministrative, previste per tutti quei lavoratori che non rispettano gli obblighi..

 

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